Energia, SACE: investimenti globali oltre 3.000 miliardi
08/07/2026
Gli investimenti mondiali nel settore energetico hanno superato nel 2024 i 3.000 miliardi di dollari, con circa due terzi delle risorse indirizzate verso tecnologie per l’energia pulita. Il dato emerge da un rapporto del gruppo assicurativo-finanziario SACE, che indica rinnovabili, reti elettriche, sistemi di accumulo ed efficienza energetica tra i principali ambiti di crescita, con un andamento atteso anche per il 2025.
Transizione energetica e costi delle forniture
La decarbonizzazione e la sicurezza degli approvvigionamenti restano al centro del confronto internazionale sull’energia. La spinta verso fonti più pulite procede, ma nel medio periodo la domanda di petrolio e gas è destinata a rimanere sostenuta, con effetti diretti sui costi dell’energia e sui tempi della transizione.
Per le imprese, soprattutto nei comparti ad alta intensità energetica, la risposta passa anche dall’efficientamento dei processi. L’Agenzia Internazionale dell’Energia segnala che il miglioramento dei sistemi di gestione può generare risparmi annui superiori al 10% già nei primi tre anni, con benefici che nel lungo periodo possono arrivare fino al 60%.
Il risparmio energetico, in questa prospettiva, non riguarda soltanto la riduzione dei costi. Incide anche sulla produttività, sulla qualità dei processi industriali e sulla capacità delle imprese di restare competitive in mercati esposti alla volatilità delle forniture.
Made in Italy 2030 e industria energivora
Nel sistema produttivo italiano, il tema dell’energia pesa in modo diretto sulla competitività. Il Libro Bianco “Made in Italy 2030”, presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, individua nella transizione energetica uno degli ambiti in cui cercare soluzioni capaci di sostenere produttività, sicurezza delle forniture e sviluppo industriale.
Un caso significativo arriva dalla siderurgia. Nel polo di Giammoro, in provincia di Messina, il gruppo Duferco sta portando avanti un progetto di riqualificazione industriale da 95 milioni di euro. Tra gli interventi previsti figura la realizzazione di una Hydrogen Valley, destinata alla produzione di circa 100 tonnellate annue di idrogeno verde alimentato da energia fotovoltaica e impiegato nei processi industriali dell’area.
Il rafforzamento delle infrastrutture energetiche rappresenta un altro asse della trasformazione. In questa direzione rientra l’Adriatic Link, l’elettrodotto sottomarino di Terna lungo 251 chilometri e con una capacità di 1.000 MW, progettato per collegare Marche e Abruzzo, migliorare lo scambio di energia nel Centro Italia e favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili.
Export green e brevetti italiani
La transizione energetica apre anche nuove opportunità commerciali per il Made in Italy. L’Italia si colloca tra i principali Paesi europei per numero di brevetti nelle tecnologie green, mentre le esportazioni della filiera energetica rappresentano una componente rilevante dell’economia nazionale.
Secondo i dati richiamati da SACE, la filiera energetica italiana conta oltre 47mila imprese e genera entrate da export pari a 27 miliardi di euro. Nel quadro europeo, inoltre, l’export di tecnologie per l’abbattimento delle emissioni di carbonio è cresciuto del 65% rispetto al 2017, segnalando un rafforzamento della capacità industriale del continente in un settore strategico.
Tra le operazioni più rilevanti figura la commessa da circa un miliardo di euro affidata a Danieli per la realizzazione di un impianto produttivo a Luleå, in Svezia. Il progetto riguarda la produzione di 2,5 milioni di tonnellate di acciaio verde, attraverso altoforni basati su una tecnologia proprietaria dell’azienda udinese, alimentati in parte da rottami ferrosi e in parte da idrogeno.
Secondo le stime riportate, l’impianto consentirà una significativa riduzione dei costi operativi e un taglio delle emissioni pari a una quota stimata nel 7% delle emissioni complessive della Svezia.
Il ruolo di SACE tra garanzie e incontri internazionali
SACE accompagna gli investimenti delle imprese attraverso strumenti di garanzia, sia sul mercato nazionale sia nelle operazioni di export. Accanto a questo sostegno finanziario, il gruppo sta intensificando le occasioni di incontro tra aziende italiane e grandi operatori energetici internazionali.
Durante la fiera Key Energy Expo di Rimini, attraverso il programma SACE Connects, sono stati organizzati incontri di business matching con buyer internazionali del settore elettrico, tra cui Power Finance Corporation in India, ISAGEN in Colombia e Neoenergia in Brasile.
Nel mese di marzo si sono svolte anche iniziative realizzate insieme ad ANIE, con l’obiettivo di individuare nuove opportunità di collaborazione e potenziali contratti di fornitura per le imprese italiane. Tra gli interlocutori coinvolti figurano EnBW, tra i principali operatori energetici tedeschi, e National Grid, attore globale nelle infrastrutture energetiche.
Il quadro delineato da SACE mostra una transizione già avviata, nella quale investimenti, efficienza, tecnologie pulite e capacità industriale diventano leve decisive per ridurre le dipendenze energetiche e rafforzare la presenza internazionale delle imprese italiane.
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