Il vulcano più alto del mondo non è dove pensi. Scoprilo qual è e dove si trova
03/09/2026
Quando si parla del vulcano più alto del mondo, la risposta immediata di molti è il Vesuvio, l'Etna, o magari il Kilimanjaro — che però vulcano non è, almeno non nel senso attivo del termine. Qualcuno di più avveduto cita il Mauna Kea nelle Hawaii, misurato dalla base oceanica fino alla vetta, oppure il Mauna Loa, che rimane uno dei vulcani attivi più massicci del pianeta per volume. Eppure nessuna di queste risposte è corretta, e il motivo per cui quasi nessuno conosce la risposta giusta dice qualcosa di interessante su come concepiamo la geografia fisica, i confini tra discipline, e la stessa definizione di "altezza".
Il vulcano più alto del mondo è l'Ojos del Salado, uno stratovulcano che si erge lungo il confine tra Argentina e Cile, nelle Ande centrali, con una quota che supera i 6.893 metri sul livello del mare — una cifra che lo rende anche la seconda vetta più alta dell'intero emisfero occidentale, superata solo dall'Aconcagua. Non è un vulcano attivo nel senso viscerale del termine: non c'è lava che scorra, né colate di cenere recenti che abbiano modificato il paesaggio nell'era moderna; eppure la presenza di fumarole, di un piccolo cratere con un laghetto di acque acide e di una morfologia chiaramente vulcanica lo classifica senza ambiguità come vulcano, e precisamente come il più elevato che esista sulla superficie terrestre.
La confusione nasce in parte da una sovrapposizione tra categorie: si tende a pensare ai vulcani come a strutture dinamiche, pericolose, visibilmente attive, e difficilmente si associa quella parola a una montagna innevata che si confonde con le altre vette andine. Ma la geologia non ragiona per immagini popolari; ragiona per struttura, composizione e storia eruttiva — e su tutti e tre i fronti, l'Ojos del Salado è inequivocabilmente un vulcano.
La posizione geografica e il contesto geologico delle Ande centrali
Le Ande centrali costituiscono uno dei sistemi orogenici più complessi e più giovani della Terra, formatosi attraverso la subduzione della placca di Nazca sotto quella sudamericana in un processo che continua tuttora, generando terremoti, sollevamento crostale e un'intensa attività vulcanica distribuita lungo l'intera dorsale.
L'Ojos del Salado si trova all'interno della cosiddetta Zona Vulcanica Centrale, una delle quattro zone in cui viene convenzionalmente diviso il vulcanismo andino, che si estende approssimativamente tra i 14° e i 28° di latitudine sud; questa zona ospita decine di stratovulcani, molti dei quali superano i 6.000 metri, rendendo il confronto altimetrico tra edifici vulcanici un esercizio tutt'altro che banale.
La quota dell'Ojos del Salado va compresa in questo contesto: non si tratta di un'anomalia isolata, ma del punto culminante di un sistema in cui l'altitudine media è già straordinariamente elevata, e dove la piattaforma di base — l'Altiplano e la cordigliera stessa — si trova già a 3.000–4.000 metri sul livello del mare, contribuendo a "sollevare" l'intera struttura vulcanica ben al di sopra di quanto sarebbe possibile altrove.
Sul piano petrologico, l'Ojos del Salado è uno stratovulcano dacítico-andesitico, con colate laviche e depositi piroclastici stratificati che testimoniano una storia eruttiva plurimillenaria; le datazioni radiometriche disponibili indicano le ultime eruzioni significative in un arco temporale che arriva fino a circa 1.000 anni fa, ma la presenza di fumarole attive nei pressi del cratere sommitale suggerisce che il sistema magmatico sottostante non sia completamente quiescente. Il cratere sommitale contiene uno dei laghi vulcanici a quota più elevata del mondo — stimato intorno ai 6.390 metri — con acque dalla marcata acidità, caratteristica dei bacini in contatto con emanazioni di gas sulfurei.
Il problema della definizione di "altezza" applicata ai vulcani
Determinare quale sia il vulcano più alto del mondo richiede anzitutto di chiarire rispetto a quale riferimento si misura l'altezza, perché i criteri possibili sono almeno tre e conducono a risposte diverse.
La misura più comune — e quella che incorona l'Ojos del Salado — è l'altitudine sul livello del mare, il metro di confronto standard per le montagne terrestri; secondo questo criterio, nessun altro vulcano sulla Terra si avvicina alla sua quota. Se invece si adotta il criterio dell'altezza dalla base, cioè la distanza verticale tra il punto di origine della struttura vulcanica e la vetta, allora il Mauna Loa e il Mauna Kea nelle Hawaii diventano competitori credibili: la loro base giace sul fondo dell'Oceano Pacifico a circa 5.000 metri di profondità, e la vetta del Mauna Kea raggiunge i 4.205 metri sul livello del mare, per un'altezza totale di circa 9.200 metri — superiore all'Everest misurato nello stesso modo. Esiste infine un terzo criterio, meno noto ma scientificamente fondato: la distanza dal centro della Terra, che tiene conto del rigonfiamento equatoriale del pianeta; secondo questa misura, il Chimborazo, in Ecuador, con i suoi 6.263 metri sul livello del mare ma con una posizione a soli 1,5° di latitudine dal l'equatore, risulta il punto della superficie terrestre più lontano dal centro del pianeta. Nessuno di questi criteri è "sbagliato" in senso assoluto: ciascuno risponde a una domanda leggermente diversa, e la scelta dipende dal contesto in cui il confronto viene effettuato.
Storia delle esplorazioni e delle ascensioni all'Ojos del Salado
L'esplorazione sistematica dell'Ojos del Salado ha una storia relativamente recente, che riflette tanto la difficoltà di accesso alla regione quanto la scarsa attenzione riservata per lungo tempo alle vette andine al di fuori delle aree meglio conosciute come la Cordigliera Bianca peruviana o le zone intorno all'Aconcagua. Le prime ascensioni documentate risalgono agli anni Trenta del Novecento, con una spedizione polacco-argentina che nel 1937 raggiunse la vetta principale; la disputa altimetrica tra Argentina e Cile sulla quota esatta della montagna — che ha implicazioni anche sul primato di seconda vetta del continente — ha prodotto nel corso dei decenni rilevamenti successivi con strumenti via via più precisi, e ancora oggi esistono lievi discrepanze tra le fonti ufficiali dei due paesi.
L'ascensione all'Ojos del Salado non è tecnicamente difficile per uno scalatore esperto, almeno nei tratti principali; la vera sfida è di natura logistica e fisiologica, data la quota estrema, il freddo intenso, i venti violenti tipici delle Ande centrali e la lontananza da qualsiasi centro abitato di dimensioni significative. Il campo base più comune si trova a circa 5.200 metri, e da lì si procede su terreno misto tra roccia vulcanica friabile e neve compatta, con un dislivello finale di oltre 1.600 metri che a quella quota pesa ben più che a livello del mare.
Confronto con altri vulcani di grande altitudine nel mondo
Oltre all'Ojos del Salado, la lista dei vulcani più alti del mondo è dominata quasi interamente dagli stratovulcani andini, il che riflette la combinazione unica di tettonica attiva e piattaforma altimetrica elevata che caratterizza quella regione; il Monte Pissis (6.795 m), il Llullaillaco (6.739 m) e il Monte San Valentín (4.058 m) in Cile, insieme al Nevado Sajama (6.542 m) in Bolivia e al già citato Chimborazo (6.263 m) in Ecuador, compongono una classifica in cui le vette extraandine faticano a inserirsi.
Al di fuori delle Ande, il Pico de Orizaba in Messico (5.636 m) è il vulcano più alto dell'America settentrionale e il terzo del continente americano nel complesso; in Africa, il Kibo, il cratere principale del Kilimangiaro (5.895 m), è tecnicamente un vulcano quiescente, e la sua morfologia a scudo stratificato lo conferma, anche se nella percezione comune viene percepito semplicemente come la vetta più alta del continente.
In Europa, l'Etna raggiunge circa 3.357 metri — una quota dignitosa per gli standard europei, ma che nella classifica globale lo colloca ben al di sotto delle prime decine di posizioni. Ciò che distingue l'Ojos del Salado da tutti questi confronti non è solo la quota in senso stretto, ma la combinazione di altezza assoluta, caratteristiche vulcaniche documentate e stato di quiescenza non definitiva: una montagna che è insieme un primato geografico e un sistema geologico ancora vivo, per quanto silenzioso.
Il laghetto craterale e le caratteristiche del sistema sommitale
Tra le particolarità più notevoli dell'Ojos del Salado figura il piccolo laghetto craterale che occupa la parte orientale del cratere sommitale, a una quota stimata tra i 6.390 e i 6.400 metri sul livello del mare — una posizione che lo rende verosimilmente il lago a quota più elevata del mondo con caratteristiche vulcaniche attive, anche se la classificazione ufficiale dipende dai criteri adottati e i dati di quota variano a seconda delle fonti.
Le acque presentano una colorazione verdastra intensa, attribuibile alla presenza di solfati e ad altri composti di origine fumarolica; le misurazioni di temperatura effettuate durante le spedizioni scientifiche hanno rilevato valori prossimi allo zero anche in estate australe, con una superficie che può presentarsi parzialmente ghiacciata.
La presenza di questo laghetto — insieme alle fumarole visibili nelle immediate vicinanze del cratere — è uno degli elementi che hanno portato i vulcanologi a mantenere l'Ojos del Salado nella categoria dei vulcani "potenzialmente attivi" piuttosto che estinti, una distinzione che nella letteratura scientifica non è sempre netta, ma che ha implicazioni pratiche per il monitoraggio sismico e geochimico della zona. La scarsità di dati strumentali continuativi su questo vulcano, dovuta alla sua posizione remota e alla difficoltà di mantenere stazioni di monitoraggio permanenti a quella quota, rappresenta una lacuna che le istituzioni scientifiche argentine e cilene stanno cercando di colmare con campagne periodiche di rilevamento.
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