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Tassi BCE, Confartigianato: “Rischio sugli investimenti delle imprese”

13/06/2026

Tassi BCE, Confartigianato: “Rischio sugli investimenti delle imprese”

La decisione della Banca centrale europea di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base preoccupa Confartigianato, che segnala il rischio di un nuovo freno agli investimenti delle imprese, in particolare quelli legati alla transizione digitale e ambientale.

Granelli: “Il credito pesa sulle piccole imprese”

Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, richiama l’attenzione sugli effetti della stretta monetaria avviata nel 2022 e sul progressivo aumento del costo del credito. Secondo i dati dell’associazione, ad aprile 2026 il tasso medio applicato alle imprese ha raggiunto il 3,65%, in crescita rispetto al 3,49% di marzo e superiore di 202 punti base rispetto a giugno 2022.

Il nuovo rialzo arriva in una fase in cui il sistema produttivo sta ancora assorbendo le conseguenze degli aumenti precedenti. Per Confartigianato, il rischio è che l’obiettivo di contenere l’inflazione finisca per comprimere la capacità delle aziende di finanziare innovazione, sviluppo e competitività.

La situazione appare più gravosa per le realtà di minori dimensioni. Per i finanziamenti fino a 125mila euro, il costo del credito risulta superiore di 160 punti base rispetto alla media, accentuando le difficoltà delle piccole imprese nell’accesso alle risorse necessarie per programmare investimenti.

Prestiti in calo per le aziende più piccole

L’aumento degli oneri finanziari continua a incidere sulla domanda di credito. A marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese registrano una diminuzione del 4,3% su base annua, confermando la stessa contrazione rilevata alla fine del 2025.

Il confronto con le imprese medio-grandi mostra un divario crescente. Nello stesso periodo, infatti, i finanziamenti destinati alle aziende di dimensioni maggiori aumentano del 3,4%. Un andamento che, secondo Confartigianato, evidenzia una frattura sempre più marcata nelle condizioni di accesso al credito tra le diverse classi dimensionali del sistema produttivo.

Per le micro e piccole imprese, il credito bancario resta uno strumento essenziale per sostenere investimenti, liquidità, rinnovo dei macchinari, efficienza energetica e processi di digitalizzazione. Quando il costo del denaro sale, la capacità di pianificare nuovi interventi si riduce e molte decisioni vengono rinviate.

Investimenti in ripresa, ma il rialzo può frenare

La nuova stretta monetaria arriva mentre emergono segnali di ripresa degli investimenti produttivi. Nel primo trimestre del 2026 gli investimenti in macchinari sono aumentati del 2,3% rispetto al trimestre precedente e del 6,6% su base annua, accelerando rispetto al +3,1% registrato nell’ultimo trimestre del 2025.

Per Granelli, proprio questa fase richiederebbe condizioni finanziarie capaci di accompagnare il rilancio, anziché renderlo più difficile. Le piccole imprese italiane, osserva il presidente di Confartigianato, devono innovare processi e prodotti, migliorare l’efficienza energetica e rafforzare la propria posizione competitiva, ma si trovano davanti a costi di finanziamento più elevati.

La preoccupazione dell’associazione riguarda l’impatto diretto sull’economia reale. Un credito più caro può indebolire la spinta agli investimenti e rallentare le trasformazioni che il sistema produttivo è chiamato ad affrontare, dalla digitalizzazione alla sostenibilità ambientale.

Transizione digitale e green sotto pressione

Secondo le elaborazioni di Confartigianato, nel 2025 il 21% delle micro e piccole imprese ha investito in tecnologie e soluzioni green, mentre il 69,4% ha realizzato investimenti in almeno un ambito della transizione digitale.

Si tratta di numeri che confermano il ruolo delle piccole imprese nelle trasformazioni produttive in corso. Proprio per questo, sostiene Confartigianato, diventa necessario preservare condizioni di finanziamento adeguate, evitando che l’aumento dei tassi colpisca le realtà più esposte e meno strutturate.

L’associazione richiama quindi la necessità di tenere insieme controllo dell’inflazione e sostegno alla crescita. Le micro e piccole imprese rappresentano l’ossatura del sistema produttivo nazionale e, senza accesso sostenibile al credito, rischiano di vedere ridotta la propria capacità di contribuire agli obiettivi di innovazione, efficienza e transizione ambientale del Paese.