Trentino, Achille Spinelli: consulenti e formatori figure decisive per imprese e lavoro
11/06/2026
Consulenti e formatori sono partner strategici per accompagnare le imprese trentine nelle trasformazioni del mercato del lavoro. Lo ha sottolineato il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, intervenendo all’Assemblea annuale 2026 dell’Associazione Consulenti e Formatori delle Partite Iva del Trentino, ospitata nella nuova sede dell’Hub Risto 3 a Trento.
Microimprese e competenze nella doppia transizione
Il confronto ha messo al centro le trasformazioni legate alla doppia transizione digitale ed ecologica, in un contesto segnato anche dal cambiamento demografico. In Trentino oltre il 90% del tessuto produttivo è composto da micro, piccole e medie imprese, realtà che spesso non dispongono di uffici risorse umane strutturati o di specialisti interni per affrontare innovazione, sostenibilità e riorganizzazione del lavoro.
Per questo, ha spiegato Spinelli, consulenti e formatori non possono essere considerati semplici erogatori di servizi, ma figure capaci di tradurre strumenti pubblici, incentivi e opportunità in percorsi concreti di crescita per le aziende. Il loro ruolo diventa quindi sussidiario rispetto alle politiche pubbliche, soprattutto quando si tratta di rendere accessibili misure complesse alle imprese più piccole.
Nel suo intervento, il vicepresidente ha richiamato anche il piano “Trentino 2040”, definendolo una strategia economica complessiva per il futuro del territorio. Innovazione, welfare, qualità del lavoro, servizi alle famiglie, attrazione dei talenti e sviluppo delle competenze saranno, secondo la Provincia, fattori sempre più decisivi per la competitività.
Attrarre talenti, welfare e nuove misure per le famiglie
Durante la tavola rotonda, alla quale hanno partecipato anche la dirigente dell’Agenzia del Lavoro Stefania Terlizzi e il presidente dell’associazione Gian Paolo Barison, Spinelli ha richiamato il tema dell’attrazione e della permanenza del personale qualificato.
Secondo il vicepresidente, i giovani non scelgono più un territorio soltanto in base alla retribuzione. Pesano sempre di più la qualità della vita, la conciliazione tra lavoro e famiglia, la flessibilità organizzativa, le opportunità di crescita professionale e la presenza di un ecosistema favorevole all’innovazione.
In questa prospettiva, la Provincia sta rafforzando le politiche familiari e di welfare. Da settembre partiranno gli asili nido gratuiti per le famiglie che rientrano nelle soglie ICEF previste, misura pensata per sostenere la natalità e favorire la partecipazione al lavoro dei genitori.
Spinelli ha ricordato anche le nuove misure rivolte a professioniste e imprenditrici, con contributi fino a 25.000 euro per favorire sostituzioni temporanee o collaborazioni professionali nei 18 mesi successivi al parto.
Formazione continua e certificazione delle competenze
Un altro capitolo centrale riguarda la formazione permanente. Per Spinelli, il lavoro resta il primo fattore di produzione anche nell’era dell’intelligenza artificiale, ma occorre superare la logica dei corsi episodici e costruire una manutenzione continua delle competenze lungo tutto l’arco della vita lavorativa.
Il modello dei percorsi standardizzati dovrà evolvere verso interventi più dinamici e personalizzati, definiti sulla base dei fabbisogni reali delle imprese e dei professionisti. In questo quadro, la Provincia intende rafforzare il confronto con consulenti e formatori attraverso l’Agenzia del Lavoro, anche sul tema della certificazione delle competenze.
La dirigente Stefania Terlizzi ha definito i professionisti presenti “antenne e motore” del mercato del lavoro, perché capaci di intercettare i bisogni delle imprese e trasformarli in competenze reali. Secondo Terlizzi, le politiche attive non possono restare sulla carta: devono diventare strumenti concreti di accompagnamento, soprattutto per le piccole e medie imprese prive di strutture interne dedicate.
Data literacy, soft skills e politiche attive
Nel suo intervento tecnico, Terlizzi ha evidenziato la necessità di superare le competenze isolate e di lavorare su profili ibridi, capaci di unire digitalizzazione, sostenibilità e rapidità di adattamento. Tra i fabbisogni trasversali ha indicato la Data Literacy, ormai necessaria in ogni settore produttivo.
La dirigente ha richiamato anche il Programma GOL del Pnrr, attraverso cui l’Agenzia del Lavoro sta sperimentando percorsi di reskilling e upskilling rapidi, basati su moduli brevi e flessibili. Un esempio riguarda l’inserimento di strumenti e tecnologie 4.0 in ruoli tradizionali come front office e segreteria commerciale.
Accanto alle competenze tecniche, Terlizzi ha sottolineato il peso delle soft skills, del benessere organizzativo e della qualità delle relazioni. Sono questi, ha spiegato, gli strumenti con cui le PMI possono affrontare la sfida dell’attrazione e della ritenzione dei talenti, valorizzando anche l’esperienza dei lavoratori over 50.
Per questo, l’Ufficio Formazione dell’Agenzia del Lavoro richiede che una parte significativa delle ore finanziate superi la lezione frontale tradizionale, introducendo autoconsapevolezza, laboratori di design thinking, coaching e supporto personalizzato. Il messaggio emerso dall’assemblea è netto: le transizioni del lavoro non si subiscono, ma si governano facendo sistema tra istituzioni, professionisti, imprese e territori.
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